Il saluto del Dirigente Scolastico alle classi di Ultima Annualità
Circ. n° 518 Verona, 5 giugno 2026
Agli Studenti e alle Studentesse
Quinta annualità
Liceo Statale Scipione Maffei
Verona

Oggetto: Saluto alle Classi di Quinta annualità
Care Studentesse e cari Studenti,
eccoci allora arrivati alla vigilia del vostro ultimo giorno di Liceo al Maffei e per quanto in alcuni momenti questi anni di scuola possano magari esservi sembrati interminabili, infinite le mattinate di lezione e lunghi come la noia i pomeriggi di studio, ora tutto si va riavvolgendo e concludendo come una volta si sarebbe fatto con la pellicola di un film.
Giunti qui, desidero allora ringraziarvi per aver voluto e saputo intrecciare in questo tempo trascorso le vostre giovani vite con la vita secolare del nostro Liceo che senza di voi, e senza tutti i compagni e compagne delle altre classi, sarebbe come un simulacro solenne, ma silenzioso e muto; a chiusura di questo cammino, spero rimangano in voi l'abitudine alla critica, all'impegno e al rigore, l'insofferenza per le banalità e le semplificazioni che, quando non sono in malafede, sono spesso espressione di pigrizia del pensiero.
La realtà, lo sappiamo, è difficile e complessa; il nostro compito di adulti è quello di preparare ragazzi e ragazze come voi che sappiano intuire e cogliere soluzioni e opportunità dove noi, con più anni e più fatica, a volte vediamo invece solo le nostre paure.
Ma se si concludono le vostre giornate al Liceo, se ne apriranno tuttavia di nuove, tutte davanti a voi, come una strada o un viaggio da iniziare: saranno rettilinei e sterzate, salite e discese, lente e veloci, di indugi e passioni, spero portando sempre nella memoria un po’ di Maffei come si portano una promessa o un augurio di bene.
“Sono seduta davanti nonna!”
telefoni dal tram a me alla finestra.
Ma i finestrini oggi sono oscurati,
da dento voi vedete noi ma da fuori
noi non vediamo voi.
Eppure ti vedo lo stesso tale quale
lunghi capelli e borsa-zaino la più zeppa
di tutta l’università, come quella
che portavi in prima, cara bambina
magrina, “sono seduta davanti nonna!”
Allora dalla finestra invio un ciao
verso il tuo posto davanti e verso
il tuo tempo davanti davanti-
davanti.
(Vivian Lamarque, Micol seduta davanti)
Pubblicato il 05-06-2026
