dal Diario di Etty Hillesum


Dal Diario di Etty Hillesum (Middelburg 1914 – Auschwitz 1943)

“Riassumendo vorrei dire questo: la barbarie nazista risveglia in noi una barbarie identica, che utilizzerebbe gli identici metodi, se al giorno d’oggi potessimo fare ciò che vogliamo. Questa nostra barbarie dobbiamo rifiutarla dentro di noi, non dobbiamo coltivare in noi questo odio, altrimenti il mondo non verrà fuori d’un passo dal fango. Perciò il nostro atteggiamento verso il nuovo stato di cose deve rimanere ben saldo nei principi e determinato, perché la questione è un’altra. Questo combattimento contro i nostri istinti peggiori che vengono istigati da loro è tutta un’altra cosa rispetto, ad esempio, all’essere ‘oggettivi’ nelle cose, o al vedere il lato ‘buono’ del nemico, che è una mancanza di determinazione e non ha niente a che fare con quello che voglio esprimere. Ma si può essere molto combattivi, molto fermi nei propri principi, senza rimpinzarsi di odio, e si può ritrovarsi almeno una volta pieni di odio anche senza sapere realmente a proposito di che.

 (….) Per formularlo ora in un modo molto crudo, cosa che dispiacerà probabilmente alla mia stilografica: se un uomo delle S.S mi ammazzerà a calci, io alzerò gli occhi verso il suo volto e, con angoscioso stupore e interesse per la natura umana, mi domanderò: mio Dio, ragazzo, cosa mai è accaduto nella tua vita di così spaventoso, perché tu arrivassi a fare cose del genere?

 (15 marzo 1941)

 

(Traduzione di Lorenzo Gobbi)

 

Pubblicata il 26-01-2017