LICEO
CLASSICO LINGUISTICO
SCIPIONE MAFFEI
Verona
Medaglia d'oro ai Benemeriti
della Scuola, della Cultura, dell'Arte

Comuni e irrinunciabili, per l’attuazione della programmazione di classe e la realizzazione del piano individuale di lavoro di ogni docente, sono i seguenti criteri:

La relazione: docente, studente, testo

L’azione didattica si fonda sulla coniugazione insegnamento-apprendimento. Pertanto le indicazioni metodologico-didattiche verteranno sulla stretta e dinamica relazione tra docente, studente e testo, inteso nella pluralità delle sue forme, strutture e contenuti (testo scritto, orale, iconico, multimediale, plastico-gestuale, motorio). Il testo è contemporaneamente:

-   creazione culturale

-   oggetto della ricerca-azione didattica;

-   strumento che, attraverso un’analisi a differenti livelli, consente l’acquisizione di un versatile   modello di approccio a qualsiasi fenomeno;

- luogo del riconoscimento di verità sempre parziali o temporanee che prendono forma     attraverso il dialogo interpretativo.

L’apprendimento critico

È necessario garantire allo studente un apprendimento affrancato dalla mnemonica riproposizione di contenuti, dalla rigida applicazione di abilità o dal meccanico esercizio di competenze:

-          individuando percorsi e operando scelte di programmazione che lo portino a cogliere l’aspetto problematico e complesso della realtà;

-          promuovendo, attraverso la comprensione, la sintesi, l’esercizio della memoria, l’acquisizione sicura di saperi fondamentali;

-          sviluppando un atteggiamento cognitivo sempre aperto e disponibile a nuove letture, analisi e interpretazioni;

-          favorendo percorsi e scelte di programmazione che abituino lo studente a elaborare procedure di ricerca e indagine, sapendo utilizzare con competenza anche diversi linguaggi e tecnologie;

-          promuovendo percorsi e scelte di programmazione che si prestino a studi e ricerche di gruppo per sviluppare negli studenti la consapevolezza della necessità, oltre che dei vantaggi, della collaborazione rispettosa e responsabile;

approntando strategie didattiche per tutta la classe o percorsi individualizzati per alcuni studenti volti a compensare difficoltà nell’apprendimento ordinario.

I valori metodologici

-          la chiarezza concettuale e la precisione lessicale per una corretta intelligenza e un’efficace comprensione;

-          l’interazione tra insegnante e studente per un apprendimento più proficuo e sicuro e condividere i processi della conoscenza;

-          la descrizione del processo interpretativo, ossia delle modalità di attribuzione e riconoscimento dei significati, per una consapevole e completa comprensione del testo;

-          l’illustrazione dei processi di elaborazione, ai differenti livelli di approfondimento e complessità, di concetti, ragionamenti e teorie per decostruire e ricostruire i diversi saperi organizzati;

- la verifica dell’apprendimento nello studente attivando, se necessario, strategie di differenziazione didattica e strategie di sostegno e recupero in itinere

La programmazione del Consiglio di classe

il collegamento all’orizzonte biografico-culturale, contemporaneo e valoriale dello studente per attuare una didattica orientante e vissuta, che coinvolga ed interagisca sia con la sfera logico.

Luogo e momento in cui prende vita e si alimenta il processo educativo e di formazione culturale e professionale dello studente è la Programmazione generale elaborata dal Consiglio di classe.

La programmazione di classe deve attuare in senso forte e in modo palese il criterio dell’interdisciplinarità individuando, scegliendo e sviluppando in percorsi strutturati e condivisi i nodi e i punti di contatto che legano le diverse materie e aree, anche per evitare ridondanze e sovrapposizioni.

La programmazione di classe deve essere realmente collegiale e condivisa, così da consentire a ogni disciplina di rispettare sincronie e scadenze comuni nello svolgimento della programmazione, che si realizza mediante:

-          la individuazione degli obiettivi di apprendimento trasversali che afferiscono alle cinque aree comuni dei percorsi liceali e a quelli specifici di indirizzo

-          la concertazione di contenuti(sull’asse cronologico per l’area storico-letteraria; su nuclei fondanti per l’area scientifica; su nodi tematici, concettuali, linguistici e formali trasversali a tutte le discipline)

-          un comune approccio metodologico periodicamente monitorato.

Nella attività di programmazione, quindi, è indispensabile partire dalla progettazione di classe per giungere alla definizione dei piani di lavoro individuali, che nascono dai curricula e dagli statuti epistemologici delle discipline.

MODELLO DI PROGRAMMAZIONE DEL CONSIGLIO DI CLASSE PER IL 1° ANNO DEL PRIMO BIENNIO

FASE PROPEDEUTICA

Il Consiglio di Classe, tenendo presente il Profilo in entrata stabilito nel POF, verifica: A) il reale grado di preparazione relativamente a:

Conoscenze

Abilità

Competenze

attraverso una strutturazione mirata delle prove di ingresso, in modo da individuare le cause e i

fattori che sono all'origine di eventuali lacune e/o deficienze.

B)   La capacità di organizzazione del lavoro domestico e il possesso di un adeguato metodo di studio attraverso una fase iniziale e propedeutica svolta contestualmente da tutti i docenti al termine della quale fase (di circa 8/10 giorni) si testano i risultati conseguiti.

C)  La capacità di concentrazione ed attenzione, l’interesse e la partecipazione attiva;

anche attraverso lezioni dialogate (individuato un tema si può procedere per provocazioni,

confronti, discussioni e domande).

D)  La capacità di confrontarsi, collaborare, negoziare conflittualità e sviluppare sinergie anche attraverso lavori di gruppo, laboratoriali e attività svolte in palestra.

Tenendo conto di queste indicazioni generali, ciascun Consiglio di classe individua le strategie coerenti con la fisionomia della classe.

Verificati i reali processi di apprendimento della classe, il Consiglio di Classe

predispone la programmazione prevedendo un percorso, focalizzato soprattutto sulla fase iniziale dell’anno scolastico, che consenta il progressivo conseguimento delle abilità previste nel Profilo in entrata;

individua le situazioni di difficoltà da destinare eventualmente all’orientamento e quelle che necessitano di strategie di sostegno.

FASE DI PROGRAMMAZIONE

Il Consiglio di classe elabora la programmazione biennale, fissa gli obiettivi formativi e predispone le strategie didattiche tenendo conto dei seguenti punti:

specifiche finalità educative, stabilite sulla base della carta dei Principi educativi, del Patto educativo di corresponsabilità e del Regolamento d’Istituto. Determinante risulta il ruolo del Coordinatore che, dal confronto e dalla riflessione sviluppatisi nel Consiglio di classe, individua tra le finalità educative quelle più adeguate al quadro reale della classe.

la fisionomia cognitiva della classe;

il profilo in uscita

la specificità dell'indirizzo e del potenziamento;

gli obiettivi cognitivi trasversali

Il Consiglio di classe fissa, di conseguenza:

convergenze tematiche, concettuali e linguistiche tra le diverse aree disciplinari;

metodologia didattica comune;

criteri di valutazione e forme di verifica a partire dalle indicazioni contenute nei curricula;

monitoraggio (tempi e modi di verifica dello stato della programmazione e delle sinergie sviluppatesi all’interno del C d c).

N.B. Al termine del biennio il coordinatore redige una relazione in cui si configura la fisionomia della classe. Nella relazione verranno indicate eventuali carenze e/o obiettivi non raggiunti.

Per questa ragione l’ultimo Consiglio di classe del Biennio, solitamente dedicato all’adozione dei libri di testo, deve prevedere un momento di verifica collegiale che si traduca nella stesura della relazione finale del biennio debitamente approvata.

 

MODELLO DI PROGRAMMAZIONE DEL CONSIGLIO DI CLASSE PER IL 1° ANNO DEL SECONDO BIENNIO

Il Consiglio di Classe elabora la programmazione estesa al Secondo biennio e Quinto anno e fissa obiettivi e strategie tenendo conto di quanto segue:

scheda conclusiva del Primo biennio

relazione finale di classe a cura del coordinatore

Profilo in uscita

specificità dell’indirizzo e dell’eventuale potenziamento

obiettivi di apprendimento delle cinque aree comuni

Finalità educative orientate a formare persone capaci di esercitare la cittadinanza con consapevolezza e responsabilità.

Premesso che sarà cura del Coordinatore fornire indicazioni e linee di riferimento, valorizzando temi comuni, convergenze tematiche, concettuali e linguistiche tra le diverse aree disciplinari, nonché sinergie, il Consiglio di classe fisserà, di conseguenza, gli obiettivi didattico-formativi. La programmazione verrà elaborata secondo il

criterio della interdisciplinarità, avvalendosi di una metodologia didattica condivisa.

Il Consiglio di classe, inoltre, stabilirà i criteri di valutazione con le tipologie di verifica (orientate anche in prospettiva dell’Esame di Stato) e i tempi e le forme del monitoraggio, che verifichi lo stato della programmazione e le sinergie sviluppatesi nella sua progressiva attuazione.

Relazione conclusiva del 1° Biennio e fascicolo del secondo anno di corso

Alla fine del Primo Biennio il Consiglio di classe appronterà obbligatoriamente per il Consiglio di classe del 1° anno del Secondo Biennio un fascicolo in cui verranno raccolti:

1)         la Relazione finale del coordinatore di classe che dovrà essere redatta tenendo conto come traccia i seguenti punti:

-       PROFILO DELLA CLASSE

-       CONTENUTI DISCIPLINARI PROGRAMMATI E NON SVOLTI DURANTE IL BIENNIO

-       RAGGIUNGIMENTO DI UN METODO ADEGUATO DI STUDIO (organizzazione del tempo, capacità di prendere appunti, capacità di apprendere e memorizzare, capacità di rielaborare)                      

-       ANALISI DEGLI OBIETTIVI EDUCATIVI E COGNITIVI TRASVERSALI

-       METODOLOGIA DIDATTICA COMUNE ADOTTATA

2)         i programmi svolti delle diverse discipline

3)         i risultati di eventuali prove comuni somministrate a tutte le classi alla fine del primo Biennio       

eventuali compiti assegnati per il periodo estivo e, a discrezione dei singoli docenti, eventuali modelli di compiti in classe svolti durante l’anno.

Questi strumenti sono finalizzati a garantire un raccordo ancor più efficace tra la programmazione del 1° Biennio e quella degli anni successivi.

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